L’esigenza
Il Monte Gennaro è uno dei punti più importanti per la trasmissione dati e radiofonica su Roma. Il committente, un consorzio di emittenti radiofoniche guidato da Radio Radio, doveva aggiornare le antenne prevedendo un nuovo posizionamento su una sella del crinale, all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili. Qui ogni scelta progettuale va condivisa con l’ente parco: dove posare le nuove strutture, quanto scavare, come contenere l’impatto su un ambiente tutelato. Il punto di partenza è una base metrica affidabile dell’area su cui si andrà a costruire.
Con un rilievo tradizionale sarebbero serviti cinque accessi, ognuno su un fuoristrada messo a disposizione dall’ente, con un’ora di viaggio all’andata e una al ritorno attraverso il bosco. Ogni volta almeno quattro persone, e strumentazione pesante da portare a mano nell’ultimo tratto, dove i mezzi non arrivano. Tempo, persone e costi, ma anche cinque passaggi in un’area dove la presenza umana va ridotta al minimo.
Il nostro approccio
Dopo l’iter autorizzativo e la presentazione della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA), abbiamo eseguito un unico volo con il DJI Matrice 30 in modalità RTK, collegato alla rete di stazioni permanenti Hexagon Italpos. Questo è il punto che fa la differenza: il posizionamento di ogni foto è corretto in tempo reale dalla rete, con precisione centimetrica. Per questo non abbiamo dovuto materializzare punti di controllo a terra, che in un’area protetta significa anche non lasciare tracce.
Dai fotogrammi abbiamo elaborato una nuvola di punti densa del terreno e della vegetazione nell’area oggetto di intervento. Sulla nuvola abbiamo proiettato il confine dell’area autorizzata per il nuovo posizionamento: il perimetro entro cui progettare non è più una linea su una planimetria, ma un limite visibile sul terreno reale. Il rilievo si è concentrato solo dove serviva: niente dati superflui da elaborare e un modello leggero da consultare.
Cosa abbiamo consegnato
Abbiamo modellato in 3D le nuove antenne e il container tecnico e li abbiamo posizionati nella nuvola di punti in scala e con l’orientamento corretto. Il risultato è un modello complessivo in scala reale, consultabile sul nostro cloud privato personalizzato. L’ente parco e i tecnici incaricati lo usano per valutare le alternative di posizionamento, verificare ingombri e distanze e ridurre al minimo gli scavi. Tutti lavorano sullo stesso modello, da qualsiasi sede, senza dover tornare in quota.
Il vantaggio
Un solo intervento al posto di cinque, con una squadra ridotta e senza trasportare strumenti pesanti lungo il sentiero. Ma il guadagno più grande è nel metodo. La progettazione parte da un modello tridimensionale preciso, condiviso tra committente, progettisti ed ente di tutela. Le scelte si discutono sul modello, prima di toccare il terreno: meno incertezza, meno revisioni e un impatto sull’ambiente valutato davvero, non stimato.








